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21.11.2025 15:06

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La Cina accelera il futuro con il chip quantistico fotonico

La Cina ha compiuto un passo importante verso il futuro dell'informatica con la presentazione di un chip quantistico fotonico che dovrebbe accelerare i calcoli di oltre mille volte. Sviluppato in collaborazione tra CHIPX e Turing Quantum, il chip combina un'integrazione ottica avanzata e promette nuove possibilità per l'intelligenza artificiale e la ricerca quantistica.
La Cina accelera il futuro con il chip quantistico fotonico

La Cina ha presentato un chip quantistico fotonico che si dice possa accelerare significativamente i calcoli complessi di oltre mille volte, segnando uno dei più grandi passi avanti del Paese nell'informatica di nuova generazione.

Il chip, sviluppato da CHIPX e Turing Quantum, combina un'elevata integrazione ottica, rapidi cicli di sviluppo e una linea di produzione pilota in grado di produrre circa 12.000 wafer da 6 pollici all'anno. Questo consente alla Cina di espandere l'hardware fotonico per data center, intelligenza artificiale e ricerca quantistica.

Nonostante i progressi, permangono interrogativi sulla stabilità operativa, sul comportamento in caso di errori e sull'adozione di massa. Le affermazioni di una velocità di elaborazione mille volte superiore rispetto alle GPU sono legate ad attività specifiche, non alle prestazioni di elaborazione generali.

Il chip è stato tra le 17 tecnologie premiate alla Conferenza Mondiale su Internet di Wuzhen 2025. I chip quantistici fotonici utilizzano la luce al posto dell'elettricità, consentendo un trasferimento dati più rapido e un consumo energetico inferiore. I ricercatori lo descrivono come un ponte tra l'informatica classica e i futuri sistemi quantistici.

CHIPX ha implementato un ciclo produttivo completo – dalla progettazione e fabbricazione dei wafer al confezionamento, al collaudo e all'integrazione del sistema – cosa rara persino tra le aziende leader mondiali nel settore della fotonica. I nuovi wafer di niobato di litio a film sottile possono produrre circa 350 chip ciascuno.

Sebbene la capacità annuale di 12.000 wafer sia modesta rispetto alle tradizionali fabbriche di semiconduttori che producono centinaia di migliaia di wafer da 200 mm o 300 mm, rappresenta un significativo passo avanti industriale nella fotonica. Si prevede inoltre di passare ai wafer da 20,32 cm, il che ridurrebbe i costi e ne consentirebbe un utilizzo più ampio.

L'utilizzo del chip si sta già espandendo nei settori aerospaziale, biomedico e della modellazione finanziaria. Tuttavia, permangono delle sfide: i sistemi fotonici sono sensibili alle imperfezioni di fabbricazione e alle variazioni termiche, sollevando dubbi sulla loro affidabilità a lungo termine.


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