I computer quantistici di IonQ potrebbero mandare in tilt Bitcoin in meno di un mese.
Le ultime ricerche di IonQ forniscono calcoli precisi sulla vulnerabilità della crittografia a chiave pubblica. Lo standard secp256k1, basato su curve ellittiche e utilizzato per verificare le firme digitali e autenticare le transazioni della criptovaluta Bitcoin, potrebbe essere completamente violato in meno di 26 giorni. Per raggiungere questo obiettivo, il sistema quantistico di IonQ avrebbe bisogno di 19.397 qubit fisici e 1.457 qubit logici.
La particolarità di questa analisi è che non si tratta di una supposizione, bensì di un calcolo preciso basato sulle effettive capacità hardware e software e sull'architettura di IonQ. I calcoli tengono conto dei movimenti fisici degli ioni, dei ritardi temporali, degli errori di sistema e dell'ottimizzazione delle fasi di comando. I ricercatori hanno dimostrato che il loro algoritmo software è composto da 674 fasi, ovvero solo 5 in più rispetto al minimo teorico.
La decifrazione dello standard di crittografia secp256k1 rappresenta una minaccia che va ben oltre la semplice sottrazione non autorizzata di fondi dai portafogli digitali. Gli stessi principi matematici vengono utilizzati da molti sistemi per autenticare documenti, proteggere le comunicazioni e verificare i driver di sistema. IonQ stima di poter raggiungere tali capacità nei propri laboratori entro il 2028. Queste scoperte hanno già spinto le autorità statunitensi e le aziende partner ad accelerare l'implementazione di standard di crittografia post-quantistici.
Il CEO di IonQ, Niccolò de Masi, sottolinea che la tempistica per il cosiddetto "Q-Day", il momento in cui i computer quantistici supereranno la sicurezza dei computer classici, si è spostata dal 2030 al decennio in corso. IonQ prevede di costruire un sistema a 10.000 qubit tollerante ai guasti entro il 2027, confermando l'urgenza di aggiornare immediatamente i protocolli di sicurezza.



















