Da un telefono usato a un robot funzionante
Lo sviluppo di piccoli robot umanoidi per la ricerca richiede tradizionalmente attrezzature costose come computer dedicati alla visione artificiale, sensori specializzati e cablaggi complessi. PhoneBot Supera questi ostacoli sfruttando appieno i componenti già presenti negli smartphone moderni. La fotocamera fornisce la percezione visiva dell'ambiente circostante, l'IMU integrata funge da orecchio interno per mantenere l'equilibrio, il processore gestisce le reti neurali per controllare il movimento e il touchscreen visualizza lo stato del sistema e i comandi.
Il robot è alto 48,3 centimetri e pesa 1,8 chilogrammi con il telefono e la batteria. È alimentato da 13 servomotori economici, sei dei quali sono integrati in ciascuna gamba e uno che permette al robot di ruotare il busto. Questo motore aggiuntivo consente al robot di seguire una persona con una telecamera senza dover ruotare tutto il corpo. L'apprendimento della deambulazione e della capacità di rialzarsi dopo una caduta è stato inizialmente effettuato in un ambiente virtuale utilizzando l'apprendimento per rinforzo, tenendo conto dei limiti fisici effettivi dei motori.
Il sistema è stato testato con successo su quattro dispositivi Android, tra cui un vecchio Honor 9 del 2017, e su diversi smartphone di base con prezzi compresi tra 45 e 71 euro. Poiché il robot non ha braccia ed è attualmente adattato principalmente a muoversi su superfici piane, rimane per ora una piattaforma di ricerca sperimentale. Inoltre, l'elaborazione vocale non è ancora completamente locale al telefono, in quanto il sistema attualmente richiede un computer portatile nelle vicinanze.
Ciononostante, il progetto open-source sta suscitando grande interesse, dato che il costo di produzione è stimato intorno ai 357 euro, escluso il telefono. Si tratta di una cifra significativamente inferiore rispetto a robot di ricerca comparabili, il cui costo si aggira in genere tra i 3.120 e i 12.300 euro.
















