Processori
17.05.2026 13:35

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Il produttore cinese Loongson ha superato anche le previsioni più ottimistiche.

L'azienda cinese Loongson Technology, produttrice di processori, ha raggiunto un importante traguardo nel percorso del Paese verso l'autosufficienza tecnologica. Dal suo lancio ufficiale nel novembre 2023, l'azienda ha spedito oltre un milione di unità del suo processore desktop di punta, il 3A6000. Questo risultato rappresenta un significativo passo avanti per l'industria cinese dei semiconduttori, in un momento in cui Pechino sta spingendo con decisione per sostituire le tecnologie informatiche importate con alternative nazionali.
Foto; Wikipedia
Foto; Wikipedia

A differenza di molti altri chip cinesi basati su tecnologie occidentali, il 3A6000 è costruito su un'architettura proprietaria dell'azienda, chiamata LoongArch. Il chip utilizza core di processore proprietari e si affida esclusivamente a una filiera produttiva nazionale, riducendo drasticamente la dipendenza da licenze e tecnologie straniere.

L'azienda afferma che il processore quad-core (con supporto per 8 thread e una frequenza di clock fino a 2,5 GHz) è paragonabile ai processori desktop Intel del 2020 (come l'Intel Core i3 di decima generazione). Sebbene il chip sia sensibilmente inferiore ai modelli più recenti di colossi globali come Intel e AMD, offre una velocità più che sufficiente per il lavoro d'ufficio quotidiano, la navigazione web e persino il montaggio video in 4K.

Il principale acquirente di questi processori è il programma XinChuang, sostenuto dal governo, che mira a sostituire hardware e software stranieri con prodotti nazionali all'interno di dipartimenti governativi, del settore pubblico e delle infrastrutture critiche. In questi contesti, la sicurezza e l'indipendenza hanno la precedenza sulle pure prestazioni di altissimo livello.

Le vendite si stanno gradualmente espandendo oltre i canali governativi. I minicomputer dotati del processore 3A6000 sono già disponibili in Cina al dettaglio a circa 330 euro, a dimostrazione dell'emergere di una quota di mercato commerciale, seppur piccola, ma stabile. Oltre al mercato interno, Loongson sta aprendo le porte anche alle esportazioni verso paesi soggetti a sanzioni occidentali, come Russia e Bielorussia.


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