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07.05.2026 10:15

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Google Chrome sta caricando un modello di interfaccia utente da 4 GB senza il consenso degli utenti.

Il ricercatore di sicurezza Alexander Hanff ha messo in guardia contro una pratica problematica di Google Chrome, che a quanto pare scarica un modello di intelligenza artificiale di circa 4 GB sui dispositivi degli utenti a loro insaputa. Questo processo, che presumibilmente viola le leggi europee sulla privacy, non solo spreca spazio su disco, ma causa anche un enorme consumo energetico e inutili emissioni di CO2.
Immagine di Pete Linforth da Pixabay
Immagine di Pete Linforth da Pixabay

L'integrazione dell'intelligenza artificiale nei software di uso quotidiano ha raggiunto un nuovo livello, sollevando serie preoccupazioni in materia di privacy e trasparenza. L'esperto di sicurezza Alexander Hanff, noto anche come "That Privacy Guy", ha pubblicato un'analisi in cui afferma che Google Chrome scarica automaticamente in background un file chiamato "weights.bin". Questo file fa parte del sistema di intelligenza artificiale di Google sui dispositivi basati sul modello Gemini Nano.

Hanff ha condotto un esperimento controllato su un profilo Chrome appena installato su macOS. Monitorando i registri degli eventi di sistema, ha scoperto che il browser creava una directory senza alcuna interazione da parte dell'utente e scaricava l'intero pacchetto da 4 GB in background in poco più di quattordici minuti. Chrome, a quanto pare, valuta autonomamente le capacità hardware e contrassegna il dispositivo come idoneo al download senza chiedere il permesso all'utente né offrirgli la possibilità di rifiutare.

Secondo il ricercatore, questa pratica viola le disposizioni della Direttiva ePrivacy dell'UE e del GDPR, in quanto prevede l'archiviazione dei dati sul dispositivo dell'utente senza un consenso esplicito e senza trasparenza. Ancora più preoccupanti sono gli impatti ambientali di una diffusione di massa di questo tipo. Hanff stima che l'implementazione di questo modello su un miliardo di dispositivi (circa il 30% degli utenti di Chrome) consumerebbe circa 240 GWh di energia e causerebbe l'emissione di 60.000 tonnellate di CO2, una quantità paragonabile alle emissioni annuali di decine di migliaia di automobili.

Oltre all'impatto ambientale, ci sono anche implicazioni finanziarie per gli utenti con traffico dati limitato. Il trasferimento di quattro gigabyte di dati può rappresentare una spesa significativa negli hotspot mobili o nei paesi con connessioni internet costose. Il ricercatore sottolinea come giganti della tecnologia come Google e Anthropic (con la sua app Claude Desktop) si comportino come se i dispositivi degli utenti fossero semplici bersagli per il lancio di servizi sui quali i proprietari non hanno alcun controllo reale.

Se l'utente elimina il file, questo viene ricaricato alla prima occasione utile, a meno che le impostazioni sperimentali non siano disabilitate o il browser non venga completamente disinstallato.


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