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15.08.2026 20:13

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La Corte Costituzionale blocca la legge che limitava l'uso dei social media ai minori di 15 anni.

Foto: Pixabay
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L'attuazione prevista di una legge francese che vieta l'uso dei social media ai minori di 15 anni si è scontrata con un ostacolo legale insormontabile. Sebbene il Parlamento abbia approvato la proposta a larga maggioranza a luglio, con 279 voti favorevoli e 81 contrari, il primo articolo, fondamentale per la legge, non ha superato il vaglio di costituzionalità. La magistratura ha riconosciuto l'importanza di proteggere i minori dai pericoli online, ma al contempo ha avvertito che il metodo scelto è semplicemente inaccettabile e sproporzionato rispetto agli obiettivi perseguiti.

La legge inizialmente vieterebbe la creazione di nuovi profili per i minori di 15 anni, mentre gli account esistenti verrebbero gradualmente congelati nell'arco di quattro mesi. La responsabilità della verifica dell'età spetterebbe ai siti web stessi, che dovrebbero adeguare i propri meccanismi alle leggi locali sulla privacy. Il provvedimento si applicherebbe ai principali social network come Meta Facebook, Meta Instagram e ByteDance TikTok, mentre i servizi educativi, le enciclopedie online e le piattaforme open source sarebbero esentati. L'iniziativa rientra inoltre in un più ampio insieme di restrizioni che include il divieto di utilizzo degli smartphone nelle scuole secondarie.

Nonostante le eccezioni di cui sopra, la Corte ha riscontrato diversi gravi problemi. In particolare, la legge si applicherebbe anche a servizi per i quali i rischi per la salute e la sicurezza degli adolescenti non sono stati adeguatamente dimostrati. Inoltre, un simile sistema di verifica dell'età costringerebbe di fatto tutti gli utenti adulti a dimostrare la propria età, e i proponenti non hanno definito con precisione le garanzie e i limiti di tale controllo.

Il promotore del provvedimento, il presidente Emmanuel Macron, ha seguito il parere degli esperti e la volontà dell'opinione pubblica nel sostenere la legge. A seguito della decisione dell'organo costituzionale, il governo dovrà riscrivere l'intero testo legislativo. Pur rimanendo valido l'obiettivo di proteggere i giovani dalla dipendenza e dai contenuti dannosi, il legislatore dovrà creare uno strumento più moderato che distingua con maggiore precisione i rischi delle singole piattaforme e rispetti la libertà di comunicazione.


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