Inaugurato a Singapore il primo data center alimentato da cellule cerebrali umane.
La complessità delle moderne operazioni informatiche e il consumo energetico dei data center di tutto il mondo hanno già superato ogni limite ragionevole, soprattutto con la crescita esponenziale dell'intelligenza artificiale. L'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) afferma che il consumo di elettricità nei data center è aumentato del 17% solo lo scorso anno. In risposta a queste sfide, la Facoltà di Medicina Yong Loo Lin (NUS Medicine), in collaborazione con DayOne e Cortical Labs, ha creato qualcosa di assolutamente non convenzionale: il primo data center biologico.
Il sistema è ospitato presso l'Istituto di Scienze della Vita della NUS (National University of Singapore) ed è costituito da un singolo rack di server con 20 unità di calcolo biologico CL1. Ogni unità contiene 800.000 cellule cerebrali umane coltivate in laboratorio, il che significa che l'intera struttura è alimentata da 16 milioni di neuroni viventi. Si tratta del primo array di server biologicamente integrato e gestito in modo indipendente al mondo.
A differenza dei data center tradizionali, che si basano su processori al silicio, raffreddamento ad aria o ad acqua ed elaborano cloud e database, questa tecnologia utilizza il cosiddetto "hardware umido". Un neurone biologico viene condensato a partire da cellule staminali e collegato all'hardware informatico tradizionale tramite matrici di microelettrodi. Queste matrici consentono il flusso di segnali elettrici tra il sistema digitale e le cellule biologiche.
Le cellule viventi richiedono condizioni di vita precisamente controllate, cure adeguate e un ambiente favorevole ai biologi, sotto la guida di esperti. Qualsiasi mancato rispetto delle condizioni ottimali può causare la morte dell'intero sistema neurale computazionale.
Tuttavia, i potenziali vantaggi di un sistema del genere sono enormi. I sistemi biologici possono funzionare con una frazione dell'energia consumata dai computer convenzionali. Secondo Cortical Labs, i neuroni possono apprendere da quantità molto limitate di dati e adattarsi ai cambiamenti nel loro ambiente. Il team ha dimostrato il sistema utilizzando l'attività neurale in tempo reale a oltre 80 ospiti durante una presentazione speciale all'inizio di agosto.

















