La Francia vuole tassare ogni gigabyte trasferito
Ogni gigabyte di dati inviato dalle piattaforme online agli utenti francesi potrebbe essere soggetto a una nuova tassa. Il 30 ottobre, l'Assemblea nazionale francese ha approvato, con una stretta maggioranza di 11 voti contro 10, un emendamento alla legge di bilancio 2027 che prevede l'introduzione di una tassa sul traffico internet.
La proposta prevede l'introduzione di una tassa di 5,5 centesimi per ogni gigabyte trasferito. Non sarebbe a carico degli utenti o dei fornitori di servizi internet, bensì delle aziende che offrono contenuti e servizi online. Tra i maggiori contribuenti figurerebbero Google, Meta, Amazon e Netflix. È così che i funzionari francesi immaginano la legge, ma il fatto è che una tassa di questo tipo finirebbe prima o poi per gravare sui consumatori. Non dobbiamo illuderci che le aziende si faranno carico interamente di questo onere.
La quantità di dati trasferiti verrebbe monitorata dagli operatori internet, i quali fornirebbero all'amministrazione fiscale dati aggregati sul traffico dei singoli provider ogni trimestre. La proposta non consente di accedere al contenuto delle comunicazioni.
Il proponente, Laurent Lhardit, stima che lo Stato potrebbe incassare circa 10 miliardi di euro all'anno. L'onere fiscale sarebbe limitato a un massimo di 15 miliardi di euro di fatturato di un'azienda in Francia, oppure a 2 miliardi di euro del suo fatturato totale.
Il governo francese si oppone alla proposta, avvertendo delle potenziali conseguenze per le piccole imprese e i servizi digitali nazionali. Esiste inoltre il rischio che i fornitori trasferiscano parte dei nuovi costi sugli abbonati.
Anche l'organizzazione no-profit VideoLAN, sviluppatrice del lettore gratuito VLC, sottolinea i problemi, affermando che tassare i download di software potrebbe rappresentare un onere significativo per essa.
La tassa non è stata ancora definitivamente approvata. L'emendamento deve seguire un ulteriore iter legislativo, durante il quale i parlamentari possono modificarlo o abrogarlo.


















