Un microrobot volante che raggiunge la velocità e l'agilità degli insetti.
La ricerca di sopravvissuti sotto gli edifici crollati dopo un terremoto rappresenta una sfida importante, poiché i robot di soccorso tradizionali sono troppo grandi per passare attraverso gli stretti varchi. I minuscoli dispositivi volanti ispirati agli insetti potrebbero facilmente muoversi tra le macerie, ma finora questi microrobot si sono rivelati troppo lenti e goffi per un utilizzo serio.
Un team del MIT, guidato dai professori Kevin Chen e Jonathan P. How, è riuscito a superare questo problema. Utilizzando un nuovo sistema di controllo basato sull'intelligenza artificiale, hanno creato un robot in miniatura in grado di volare come veri insetti. Il dispositivo, alimentato da morbidi muscoli artificiali, permette alle sue ali di sbattere con estrema rapidità.
La ragione principale del notevole miglioramento delle prestazioni risiede nel software a due fasi. Gli scienziati hanno utilizzato un sofisticato modello matematico per la pianificazione del volo, in grado di prevedere il movimento e calcolare manovre complesse come virate strette e rollii successivi. Poiché tali calcoli avrebbero richiesto troppa potenza di calcolo durante il volo stesso, questo sistema ha agito da "insegnante". Attraverso l'apprendimento per imitazione, hanno creato un modello di intelligenza artificiale più leggero e veloce, che viene eseguito direttamente durante il volo in tempo reale.
I risultati dei test sono impressionanti. Il nuovo algoritmo ha conferito al robot una velocità superiore del 447% e un'accelerazione superiore del 255% rispetto alle versioni precedenti. Il minuscolo robot è riuscito a eseguire 10 capriole consecutive in aria in soli 11 secondi, mantenendosi entro 4-5 cm dalla traiettoria prevista, nonostante occasionali raffiche di vento. È inoltre in grado di eseguire una rapida e potente manovra di beccheggio e arresto, simile a quella utilizzata dagli insetti per stabilizzare la vista.
Attualmente il sistema si affida a telecamere esterne per monitorare la propria posizione nello spazio. Prima che questi robot possano salvare vite umane in modo autonomo sul campo, i ricercatori dovranno riuscire a installare sensori e telecamere miniaturizzati su di essi e a garantirne un funzionamento stabile senza supporto esterno.


















